[Verità d'attimi]
La poesia fa parte della vita. Anche il nostro respiro quotidiano è poesia..
 

giovedì, aprile 28, 2005

Il cielo

Sfiorano il cielo i rami più alti,

quanta pena

per quelle foglie

che

laggiù in basso

avvinghiate

ad un maldestro ramo

di

quel cielo

intuiscono la bellezza

attraverso

i caldi raggi del sole.

Un giorno,

tutte le foglie

saranno

consegnate

alla

terra

e

per tutte

dai rami spogli

quel cielo

sarà

dolce visione.

postato da: Yanez | 20:48 | commenti

sabato, aprile 16, 2005

La Libertà.

Vi era un luogo o forse sarebbe più corretto definirlo "Condizione" nel quale l'uomo viveva la propria esistenza,esente da qualunque "Responsabilità" e da qualunque "Fatica".Quel luogo era il Paradiso Terrestre,l'Eden,un giardino meraviglioso nel quale la "Perfezione" di Dio era ovunque,una perfezione che si faceva "Sostituzione",nulla accadeva che a Dio non piacesse e riconoscendo al Creatore la Somma qualità della Perfezione,nulla accadeva di "Male".Perchè definire "Perfezione" una condizione nella quale il male è assente? Semplicemente perchè il Male è responsabile di uno "Sforzo" che tende alla "Distruzione" e non alla "Creazione".Il male dunque come "Principio Distruttivo",principio del quale in quella condizione Paradisiaca l'Uomo non conosceva nè la natura,nè la degenerativa conseguenza del suo "Corteggiamento".L'Uomo nell 'Eden è un essere "Libero",libero ma "limitato", vive nella massima condizione di libertà che abbia mai conosciuto,una libertà di agire nell'ambiente e di gioire delle delizie,una libertà di assaporarae la Vita che Dio gli ha donato,ma tutto ciò "Condizionato" da un grande limite,quello di non conoscere la "Realtà",un limite grande dunque,quello di vivere in una meravigliosa "Illusione",protetto dall'Amorevole Padre,che lo tiene all'oscuro dalla Realtà,Ma di quale Realtà stiamo parlando? La Realtà della "Completezza" della Creazione,la scoperta del male,del lato "Oscuro" di Dio.Perchè se Dio è Uno,e ogni cosa è in Lui e da Lui discende,non possiamo fare a meno di dire che "la realtà del Male" è una realtà che gli appartiene e che il Padre voleva celare a quel figlio che viveva in un incantata e illusoria perfezione.Ecco dunque qual'era il limite dell'Uomo,vivere un esistenza libera ma all'oscuro di un "Segreto".Dio però non può,proprio perchè Ama quel figlio,impedire che esso possa venire a conoscenza di quel Segreto,lo mette anzi di fronte alla possibilità che questo gli venga "Svelato",lo avverte sulla pericolosità della Conoscenza di quel segreto,ma nulla più,non vuole in altro modo impedire che questo accada,anzi forse è gia nel parlarne che "Volontariamente" instilla nell'Uomo il seme della curiosità ,che lo porterà a peccare a disobbedire.Ma quel "seme" instillato da Dio,è sottosposto ad una Legge,quella del libero arbitrio,una legge che scagiona Dio da ogni responsabilità.Nel momento in cui l'Uomo commette il primo peccato,disobbedienza,si compie per la prima volta un altro importantissimo evento,quello dell'esercizio dell'libero arbitrio.E' cosi che l'Uomo perde la propria Libertà ma conquista una realtà illimitata.

postato da: Yanez | 16:38 | commenti (4)

domenica, aprile 03, 2005

A volte ci dimentichiamo nei confronti di "Personalità" di enorme Spessore e Carisma , di trovarci comunque di fronte a Uomini e Donne che come noi vivono la propria esperienza di vita, un esperienza magari diversa nella "Forma" ma non nella "Sostanza".Per questo motivo voglio rivolgere il mio pensiero a Karol Wojtyla Uomo, una straordinaria Esperienza di Vita la sua,una straordinaria e difficile prova che ha saputo affrontare e superare,Wojtyla l'Uomo venuto dalla Polonia per guidare la Chiesa e l'intera comunità Cristiana,Wojtyla il Viaggiatore l'Uomo che ha posato il suo piede in Luoghi amici ed in Luoghi ostili,l'Uomo che ha "liberato" dalle catene una parte d'Europa.Karol Wojtyla, forse non ti ricorderemo mai con il tuo nome,per noi sei e rimarrai sempre "Il Papa",eppure sento il bisogno di parlarti cosi,come farei con un "Amico" ,senza sentire distanze tra noi.Forse è questo il senso della nascita di Gesù,quello di "Eliminare la Distanza" , quello di camminare tra gli Uomini ,come solo un Uomo può fare,ed io sono felice di aver seguito il tuo Cammino tra noi.

Grazie per averci tenuti per mano ...per un pò.

postato da: Yanez | 15:36 | commenti (2)

Queste che porto di seguito,sono stralci della "Lettera ai Bambini" scritta dal Santo Padre in occasione del Natale nel 1994.

"Cari bambini, vi scrivo pensando a quando anch'io molti anni fa ero bambino come voi. Allora anch'io vivevo l'atmosfera serena del Natale, e quando brillava la stella di Betlemme andavo in fretta al presepe insieme con i miei coetanei, per rivivere ciò che avvenne 2000 anni fa in Palestina. Noi bambini esprimevamo la nostra gioia prima di tutto col canto. Quanto sono belli e commoventi i canti natalizi, che nella tradizione di ogni popolo si intrecciano intorno al presepe! Quali pensieri profondi vi sono contenuti, e soprattutto quale gioia e quale tenerezza essi esprimono verso il divino Bambino venuto al mondo nella Notte Santa!"

Cari amici! Nelle vicende del Bimbo di Betlemme potete riconoscere le sorti dei bambini di tutto il Mondo. Se è vero che un bambino rappresenta la gioia non solo dei genitori, ma della Chiesa e dell'intera società, è vero pure che ai nostri tempi molti bambini, purtroppo, in varie parti del mondo soffrono e sono minacciati: patiscono la fame e la miseria, muoiono a causa delle malattie e della denutrizione, cadono vittime delle guerre, vengono abbandonati dai genitori e condannati a rimanere senza casa, privi del calore di una propria famiglia, subiscono molte forme di violenza e di prepotenza da parte degli adulti. Come è possibile rimanere indifferenti di fronte alla sofferenza di tanti bambini, specialmente quando è causata in qualche modo dagli adulti?

Quanto importante è il bambino agli occhi di Gesù ! Si potrebbe addirittura osservare che il Vangelo è profondamente permeato dalla verità sul bambino. Lo si potrebbe persino leggere nel suo insieme come il « Vangelo del bambino ».

Che vuol dire infatti: « Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei cieli »? Non pone forse Gesù il bambino come modello anche per gli adulti? Nel bambino c'è qualcosa che mai può mancare in chi vuol entrare nel Regno dei cieli. Al cielo sono destinati quanti sono semplici come i bambini, quanti come loro sono pieni di fiducioso abbandono, ricchi di bontà e puri. Questi solamente possono ritrovare in Dio un Padre, e diventare a loro volta, grazie a Gesù, altrettanti figli di Dio.

Alza la tua manina, divino Bambino,
e benedici questi tuoi piccoli amici,
benedici i bambini di tutta la terra!

Dal Vaticano, 13 dicembre 1994.

GIOVANNI PAOLO II

postato da: Yanez | 14:53 | commenti

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)